Ragazza anti-eroina

Perché stai zitta
Perché non urli
Perché parli sempre troppo
E non urli mai
Perché non ti affacci 
Da questa lurida finestra
E urli
Che il mondo deve finire
E deve farlo ora

Non c’è più tempo
Per sopportare il silenzio
O le urla assordanti 
Di chi
Senza dire nulla
Fa echeggiare il suo nome
E ti ritrovi a pezzi
Senza nessuno che ti ricomponga
Da sola
Odiando questa solitudine

Perché
Non ti fasci i polsi
E li sbatti forte
Per rompere questo mondo di vetro
E acqua
Così tanta acqua
C’è chi affoga
E chi
Annaspa per sempre
E nel mio annaspare
Non c’è alcuna morale 

Io stanca

Io stanca
Che ascolto un’altra canzone indie
sul letto in pigiama
Una di quelle canzoni che odieresti
E che un po’ odio anche io
Perché mi fanno cadere la maschera

Io stanca
Che attraverso ancora una volta piazza VIII agosto da sola
E rischio di svenire
Per l’ansia che mi assale per tutto quel
Vuoto

Io stanca
Che piango allo specchio
Dopo averle parlato al telefono
E vorrei soltanto che qualcuno
Mi prendesse a calci per farmi soffrire
Come si deve

Io stanca
Che ti invito da me
facciamo l’amore e
Non sono mai realmente soddisfatta
solo più impaurita e gelata
da me che somiglio a una discarica

Io stanca
Che penso a quanto tu invece sia carino
Perché sei un po’ come il mondo
e io ti piaccio
che sono un po’ come Dioniso e tento di spegnere la rabbia
e di riempire questo vuoto abissale

Io stanca
Che dico ancora un’altra bugia
Sul mio essere forte, sul mio essere oltre,
Sul mio essere donna emancipata,
sul mio essere amante, sul mio
Essere solo
una donnetta senza anima

Ho fatto un incubo in cui parlavo forse con me stessa

Mentre trascino a forza i miei pensieri, dentro e fuori le mura di via mascarella, qualcosa dentro – è forse anima ? – continua a urlare: “tu non la conosci, tu non la conosci!”

Ma non è vero, io la conosco benissimo, LA conosco benissimo.
Ferma, pietrificata davanti a qualsiasi male o malessere, mi dico di correre, scappare, aiutare, bloccare, svuotare, vomitare…
Non funziona, non funziona!

Urlo più forte: “Io la conosco Aurora!”.
Ma lei sghignazza, stride, sbatte le catene, urla più forte di me: “non sai quello che dici, non sai quello che dici…Tu non la conosci Aurora, tu non MI conosci!”

Il mare e il vento fanno l’amore

Cresciuta tra il mare

e la montagna

cullata dal suono del vento

approdata in una terra umida

dove devi respirare

per scoprire di essere vivo

In mezzo a uno stormo di persone

con cui dividi la piazza

le strade

i luoghi

la terra

e non conoscerai mai

i loro amori segreti

o i loro pianti oscuri

oppure li conoscerai troppo bene

ma mai bene abbastanza

e il tuo cuore verrà frantumato

per poi essere ricostruito dal vento stesso

che ti polverizza l’anima

l’anima e il corpo

Il corpo

I corpi ingombranti che si affollano

e nella testa sempre più distanza

sono uguali a me

sono umana

non lasciateCI

affogare

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